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Spalla congelata (o capsulite adesiva) sintomi, cause e terapia - Mental Training | Dott. Guido Bresolin

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SPALLA CONGELATA (O CAPSULITE ADESIVA) SINTOMI, CAUSE E TERAPIA

SPALLA CONGELATA (O CAPSULITE ADESIVA) SINTOMI, CAUSE E TERAPIA

Che cos'è la capsulite adesiva della spalla?

La capsulite adesiva della spalla, volgarmente detta spalla congelata, è una patologia infiammatoria che causa la perdita di mobilità dell'articolazione omero-scapolare.

La capsulite adesiva è una condizione dolorosa e invalidante, che spesso determina notevole frustrazione nel paziente a causa dei lunghi tempi di recupero. La patologia comporta una limitazione forte dei movimenti della spalla e il dolore costante che tende a peggiorare nelle ore notturne può rendere impossibili anche i gesti più semplici. La condizione porta spesso il paziente ad avere difficoltà anche con il sonno, a causa dei movimenti molto limitati che è costretto a compiere.

Quali sono le cause della capsulite adesiva della spalla?

Da un punto di vista anatomico, la zona è interessata dalle tre ossa della spalla, ovvero l’omero, la clavicola e la scapola, dove, sulla sua parte piatta detta glena, poggia la testa dell’omero. Questa parte è protetta dalla capsula, un tessuto, molto resistente, lubrificato con un liquido sinoviale per permettere un facile movimento dell’articolazione. Ed è proprio questo punto ad essere colpito nel caso della spalla congelata. La capsula viene interessata da un ispessimento che restringe lo spazio disponibile alla lubrificazione, creando del tessuto supplementare chiamato aderenza. Il nome di spalla congelata deriva dal fatto che l’articolazione si blocca, totalmente impedita nel movimento. La capsulite adesiva è più frequente nel sesso femminile, in un'età compresa fra i 35 e i 50 anni e si associa spesso a malattie metaboliche (diabete o iper /ipotoroidismo); si pensa anche che possa essere collegata a problemi autoimmuni, ma i ricercatori non hanno ancora scoperto perché questa patologia colpisca alcune persone piuttosto che altre.

Quali sono i sintomi della capsulite adesiva della spalla?

La capsulite adesiva si manifesta solitamente in maniera progressiva:

 • Nella prima fase, ( detta di congelamento ) i movimenti dell'articolazione sono molto dolorosi, ma possibili, mentre il raggio dei movimenti si riduce gradualmente. Questa fase dura in media fra i due e i nove mesi.

• La seconda fase ( spalla congelata ) è caratterizzata da una leggera riduzione del dolore, accompagnata da una notevole diminuzione del raggio di movimenti possibili, per un periodo fra i quattro e i nove mesi.

• La fase successiva,( detta di scongelamento ), vede un nuovo ampliamento delle possibilità di movimento dell'articolazione, fino al recupero, che può essere totale o solo parziale. Questa fase può durare fra i sei mesi e i due anni.

Poiché non sono noti fattori di rischio prevenibili, non esiste una vera forma di prevenzione.

In altri casi si sviluppa un spalla congelata o  meglio definita “spalla rigida”, in seguito ad un periodo di immobilità dovuto a interventi chirurgici, dolore dopo una caduta o dolore alla spalla per uso eccessivo o scorretto come nello sport o in attività lavorative attive, oppure sedentarie a causa di posture scorrette.

Diagnosi

L'esame fisico è solitamente sufficiente per effettuare la diagnosi di capsulite adesiva. Il medico verifica la mobilità dell'articolazione e la possibilità di compiere determinati movimenti. La risonanza magnetica e la radiografia possono essere utili a escludere che i sintomi derivino da condizioni differenti.

La terapia

Quando si è affetti da spalla congelata, i tempi per la terapia possono essere molto lunghi, da 1 mese a 8 mesi. Generalmente non servono interventi chirurgici per guarire dalla spalla congelata, e questi coinvolgono solo il 10% dei malati.

Per la terapia non invasiva senza chirurgia, vengono somministrati dei medicinali anti-infiammatori non steroidei contro il gonfiore e il dolore. Nella spalla si può iniettare del cortisone per combattere le infiammazioni, ad eccezione dei pazienti malati di diabete.

Sicuramente il paziente deve fare molta fisioterapia con degli specialisti, per aiutare la spalla a riprendere i normali movimenti. Si tratta di stretching passivo eseguito dal fisioterapista per detendere e allungare i tessuti rigidi che bloccano la spalla.

Nei casi più gravi, quelli che la terapia non invasiva non riesce a curare, si deve ricorrere all’intervento chirurgico, che prevede un allungamento ed un rilascio della capsula. Si tratta di un intervento di artroscopia alla spalla che inserisce dei piccoli strumenti al fine di attuare la procedura.

L’intervento chirurgico deve essere sempre seguito da un periodo di circa 2 o 3 mesi di fisioterapia di recupero che ricalca quanto viene fatto nella terapia non invasiva. Nei diabetici è stata rilevata una certa percentuale di ricaduta.

 

Dott. Giorgio Menegazzo - Fisioterapista

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